Test deficienze della visione dei colori sui monitor (Parte 1/3)

report monitor

 Ricercando tra la ducumentazione dei miei studi di ottica ho trovato un articoli datato 1994 del prof. Villani il cui interesse è ancora molto attuale:

E’ stato recentemente distribuito un Rapporto FOA (A 50024-5.2) Aprile 1994, ISSN 0281-0239, Edito dal National Defense Research Establishment svedese (Dept. Of Human Studies, S-172-90, Sundbyberg).

E’ intitolato “Color Vision Defiiciencies – Matching and Confusion Computer Colors”. Gli autori sono: G. Derefeldt, C-E. Hedin, K-O. Skoog, T. Swartling.

L’argomento è di grande attualità, data la grande diffusione dei monitor a colori e data la percentuale relativamente alta di individui con difetti congeniti della visione dei colori: dall’8% al 10% nella popolazione maschile, contro lo 0,4% di quella femminile. Ovviamente, queste persone possono incontrare delle difficoltà nell’acquisizione dell’informazione che viene presentata su monitor. Un’organizzazione svedese, il “Swedish Work Environment Fund” ha proposto ed attuato un ampio progetto di ricerca, per approfondire il problema sotto ogni punto di vista, dalle modalità con cui si manifestano le deficienze della visione dei colori, alle linee di guida per la presentazione ottimale su schermo, alle conseguenze della presentazione individuale e sulla produttività.

Il Rapporto qui considerato è uno della serie riguardante i suddetti argomenti. Esso descrive un esperimento in cui dodici soggetti con deficienza congenita della visione dei colori, accertata tramite test tradizionali dovevano esprimere un giudizio sui colori generati su un monitor a colori. Le loro risposte venivano paragonate con quelle di un campione di soggetti normali.

In breve, gli stimoli prescelti venivano prelevati dalle linee di confusione per le discromatopsie congenite nel diagramma colorimetrico CIE 1931 e venivano quindi presentati ai soggetti.

Anticipando il risultato principale, basato sulla discriminazione, protanopi e deuteranopi hanno incontrato grosse difficoltà, se paragonati ai deuteranomali ed ai normali: venivano giudicati eguali anche gli stimoli molto distanziati fra loro, sulle linee di confusione. Tuttavia i protanopi riescono ad avere una certa discriminazione degli stimoli sulla linea di confusione deutan; a loro volta, i deuteranopi riescono ad avere una certa discriminazione sulla linea protan. Infine, i deuteranomali risultano in una posizione intermedia fra i discromati ed i soggetti normali.

 

Fonte Luce e Immagini, Prof Villani.

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