Rotazione dell’occhio (Parte 2 di 2).

Il RETTO INFERIORE ha un’azione pressoché parallela a quella del retto superiore e, quindi, la sua funzione è all’incirca uguale a quella del suo antagonista, con la semplice differenza che è depressore e fa ruotare l’occhio sul suo asse ma all’esterno (exotorsione, la quale può produrre exocicloforia).
Il TERZO PAIO consiste nell’obliquo superiore il quale fa ruotare l’occhio in basso e in fuori, e nell’obliquo inferiore il quale fa ruotare l’occhio in alto e in fuori.
La parte riflessa dell’obliquo superiore in posizione primaria forma con l’asse ottico dell’occhio un angolo di circa 50 gradi; pertanto svolge due azioni: la principale di semplice rotazione attorno all’asse ottico dell’occhio, in questo caso intorsione, la quale produrrà una incicloforia, mentre all’azione secondaria di depressione se ne associa una di abduzione che è sempre di grado molto modesto.
Quando invece l’occhio si trova in posizione secondaria, abdotto di 40 gradi, la sua azione è di semplice torsione; si arriva ad avere azione di semplice depressione quando invece è addotto di 50 gradi circa. L’interesse di questo muscolo è notevole, se riferito all’azione di depressione associata all’adduzione, poiché il retto inferiore non ha quasi più azione di depressione quando l’occhio è fortemente addotto.
L’OBLIQUO INFERIORE in posizione primaria svolge due azioni; una principale di exotorsione che produrrà exocicloforia; una di elevazione e di lievissima abduzione. In posizione secondaria il suo comportamento è uguale a quello dell’obliquo superiore, con la differenza che è elevatore ed exotorsore.
La rotazione degli occhi è effettuata con una serie di piccoli scatti e non con un movimento continuo, a meno che lo sguardo non sia interessato ad osservare un oggetto in movimento; in questo caso essi ruotano con un movimento rapido e costante.
Articolo correlato: Rotazione dell’occhio (Parte 1).
Da Optometria e oftalmologia del prof. Sergio Villani