Optometria: effetti micro-ottici 6/6

il vuoto quantisticoIL VUOTO QUANTISTICO, L’EFFETTO TUNNEL E GLI INSEGNAMENTI DERIVATI

Secondo l’effetto tunnel anche la reazione di fusione tra un DEUTONE e il nucleo di TRIZIO (impossibile per la meccanica classica, la quale reputa la repulsione elettrostatica tra i nuclei come barriera insormontabile) ha una probabilità finita di tunneling attraverso la barriera e questo dà luogo alla fusione dei nuclei.
L’effetto tunnel ci porta quindi ad affermare che molte fusioni ritenute impossibili, nella realtà divengono inevitabili.
Attraverso una serie quantistica di lentissimi spostamenti di atomi e di fusioni nucleari della durata di 10 (elevato a 1500) anni, un sasso lasciato a se stesso si trasforma in una palla di ferro la quale rappresenta lo stato di minima energia per il sasso.
Con questa convinzione si arriva al comandamento secondo il quale (nella meccanica dei quanti) tutto quello che non è esplicitamente proibito è di fatto obbligatorio.

Ben sapendo, comunque, come il mondo dell’uomo sia pervaso dall’opinione, qui ricordo quanto diceva Democrito: “Opinione il dolce, opinione l’amaro, …verità gli atomi e il vuoto”, sarà bene mettere subito in evidenza che il vuoto quantistico non è come quello della meccanica classica, secondo la quale il vuoto è immutabile e totalmente privo di struttura osservabile.
Il vuoto quantistico possiede invece proprietà molto sorprendenti che lo fanno somigliare a un mezzo elastico deformabile.
La creazione di una coppia elettrone-positrone richiede il prestito energetico di circa 1 MeV, per cui nel vuoto quantistico appaiono e scompaiono continuamente coppie elettrone-positrone con una vita media di 10 (elevato a -20) sec.
Lo stesso ragionamento vale anche per qualunque coppia particella-antiparticella, che però vivono per un tempo che è inversamente proporzionale alla massa della particella.
Noi che non perdiamo facilmente la speranza di colmare il vuoto che ci separa dalle altre categorie, ci rifacciamo al ragionamento portato all’estremo per scoprire, in linea di principio, che il vuoto contiene coppie fatte da un oggetto macroscopico qualsiasi e dall’antioggetto contenuto dal primo sostituendo le particelle che lo compongono con le corrispondenti antiparticelle (coniugazione di carica). La vita media di una simile coppia macroscopica della massa di circa 100 Kg sarebbe dell’ordine di 10 (elevato a -53)  sec., e per fortuna non si sa ancora come evidenziarla.
Se ciò sarà reso possibile, si potrà arrivare ad ottenere l’apparizione dal vuoto, anche effimera, di una coppia uomo-antiuomo.
A queste condizioni, provate a immaginare cosa succederebbe se ad apparire fosse un cittadino che avesse avuto problemi irrisolti a causa delle annose diatribe tra oculisti e optometristi!
“Molte fusioni ritenute impossibili, nella realtà divengono inevitabili”.
In questo momento di sforzi non indifferenti per trovare una soluzione che metta gli oculisti e gli optometristi in sintonia sulle strategie da adottare, visto che questa collaborazione porterebbe maggiori benefici e sicurezza all’utente, cerchiamo di tener presente l’effetto tunnel, per il quale tutto è possibile, se si dispone del tempo necessario.

Volendo chiudere qui l’argomento non mi rimane che parafrasare quanto il Prof. Ronchi, nel congresso AIOC del 1970, ebbe a dire per la CONTATTOLOGIA, vale a dire

L’OPTOMETRIA sarà di chi la saprà esercitare!

personalmente aggiungo soltanto una speranza: almeno per quelle che in Italia sono le nuove professioni, facciamo si che non siano esercitate da chi non le conosce a fondo. 

Fonte Luce e Immagini, a cura del Prof. Sergio Villani.

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