Optometria: effetti micro-ottici 5/6

MODELLO DELLA SINAPSI DI HEBB
Si ricorre al simbolismo A, B, C per indicare tre neuroni implicati nel processo che ci interessa. Questo modello si basa sull’assunzione che una sinapsi tra due neuroni A – C diventa tanto più efficace quanto più frequentemente un segnale nella cellula A è seguito da un segnale nella cellula C. Se la cellula C è di tipo binoculare, mentre la B appartiene all’occhio dominante e la A all’occhio adepto, è più probabile che la cellula C scarichi tramite A che non tramite B.
Secondo Hebb si ha che: una sinapsi tra A e C sarà mantenuta e anche rinforzata sino a che un impulso in A è seguito da un impulso in C, e che questo evento ha più probabilità di verificarsi se dall’altro occhio B viene un aiuto consistente al momento giusto. Per la visione ciò si verificherà se gli occhi hanno la stessa direzione spaziale. Qualora l’attività in A non fosse seguita dall’attività in C, con il tempo la sinapsi tra A e C ne risentirà negativamente.
Per quei casi di ambliopia nei quali la direzione spaziale è corretta, e se non lo è la correggiamo otticamente, abbiamo pensato di applicare davanti agli occhi uno stimolatore che consenta di fare arrivare ai due occhi segnali graduati in modo tale che venga sfruttata la sinapsi di Hebb.
Lo strumento consiste in un comune occhiale, da potersi portare tutto il giorno, nel quale, al posto delle comuni lenti correttrici, o sovrapposte ad esse, sono posti due filtri a cristalli liquidi comandati da un sistema elettronico che consente la variazione del tempo di minima e massima trasmittanza
indipendentemente per i due occhi, pur rimanendo fisso l’intervallo di tempo tra l’inizio e la fine dello stimolo in totale. Abbiamo calibrato la stimolazione per l’occhio adepto a 100msec e quella dell’occhio dominante a 50msec. Poiché il tempo totale è stato preso come 150msec, si avrà, partendo insieme, la stimolazione dell’occhio dominante, insieme all’occhio adepto per i primi 50msec, dopodiché l’occhio adepto continua la stimolazione per altri 50msec o l’occhio dominante rimane al buio; alla fine dei primi 100msec entrambi gli occhi rimarranno al buio per i restanti 50 msec.
In questa fase della sperimentazione stiamo individuando una tecnica che ci consenta la quantizzazione del tempo di stimolazione.
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Fonte Luce e Immagini, a cura del Prof. Sergio Villani
















