Optometria: effetti micro-ottici 3/6

INFLUENZA DELL’ABERRAZIONE CROMATICA DELLE LENTI OFTALMICHE NELLA CORREZIONE DELLA MIOPIA E IPERMETROPIA
La constatazione che l’aberrazione cromatica dell’occhio viene aumentata o ridotta dall’uso delle lenti rispettivamente positive e negative, fa sì che nel miope, dal punto di vista cromatico, la visione venga migliorata.
ciò farà sì che, anche nelle sfumature dove i contrasti sono molto bassi, sia possibile la risoluzione di particolari sempre più piccoli. Ricordando che la maturazione psicologica è misurata anche dalla preferenza delle tinte tenui, sarà quindi l’individuo maturo che potrà trarre maggiore beneficio dall’ottica di questa aberrazione.
Il fatto che l’aberrazione cromatica dell’occhio non varia al variare della miopia, mentre la correzione dell’aberrazione cromatica appostata dalle lenti negative aumenta con l’aumentare della potenza della lente, può portare ad una correzione sempre più marcata dell’aberrazione. Se si tiene conto di questo e non si dimentica che per agire armonicamente l’accomodazione ha bisogno dell’informazione apportata dall’aberrazione cromatica, si conclude che il miope corretto avrà maggiori difficoltà ad esercitare sinergicamente la sua accomodazione e, come spesso si vede fare, toglierà le lenti correttrici (occhiali) anche quando, in base all’età, ciò non sarebbe necessario. Con le lenti a contatto che non introducono questi effetti correttivi dell’aberrazione cromatica la correzione della miopia offre il vantaggio, rispetto agli occhiali, del migliore controllo armonico dell’accomodazione e questo particolare può avvalorare la tesi secondo la quale le lenti a contatto permettono un maggiore controllo dell’evoluzione della miopia.
Articoli correlati: Optometria: effetti micro-ottici art. 2
Fonte Luce e Immagini, a cura del Prof. Sergio Villani