Optometria: effetti micro-ottici 2/6
Vediamo ora alcuni aspetti della micro-ottica che portano all’optometria.
TEST DELLA DENSITOMETRIA CROMATICA
Nello svolgimento dell’atto visivo quotidiano si riscontrano di continuo condizioni di soglia liminare relativa e, senza che ce ne rendiamo conto, diamo il nostro giudizio in base a tutto ciò che sta attorno all’oggetto della nostra attenzione. Ciò implica la rinuncia alla risoluzione di quei particolari troppo vicini alla soglia di contrasto, troppo stancanti per l’osservatore. Questo fatto limita molto il progresso di realizzazione di strutture sempre più fini e in questi casi, dove la natura ha già eseguito le cose con questa finezza, siamo costretti a ricorrere ai sistemi ingrandenti per evidenziare le strutture, non tanto per ciò che riguarda le loro dimensioni, bensì il loro contrasto cromatico o acromatico. Ecco perchè ci appare opportuno testare sugli individui le capacità di risoluzione ai vari livelli di soglia ricorrendo alla densitometria visuale, che a questo scopo abbiamo selezionato sui valori Zero, 50%, 100% per il Magenta, Cyan e Giallo; Bianco-Nero; Rosso, Verde e Blu.
(I citati colori rappresentano le primarie delle sintesi sottrattive e additive).
Lavorando in vicinanza di questi valori le soglie di comparazione saranno meglio evidenziate e pertanto non sarà difficile giudicare se su uno sfondo che ha valore 50% si riesce a percepire la mira che di valore ha 48% o 52%, quella di 48% apparirà più chiara dello sfondo e quella di 52% apparirà più scura dello sfondo stesso.
Da quanto sopra detto, si estrapola che se un osservatore mostrerà una soglia più alta (sensibilità più bassa) per una delle primarie è logico aspettarci che, in quelle composizioni dove la primaria entra a far parte, non ci potremo aspettare risultati ottimali.
Fonte Luce e Immagini, a cura del Prof. Sergio Villani.
Articoli correlati. Effetti micro-ottici art. 1