Manutenzione delle lenti a contatto
I PRODOTTI DI MANUTENZIONE PER LE LENTI A CONTATTO NON SONO TUTTI UGUALI!
Cambiare il regime di manutenzione delle lenti a contatto può comportare alcuni rischi. Vediamo quali.
Ci è capitato in questi giorni di controllare un nostro giovane paziente che seguiamo ormai da qualche anno per l’applicazione di una lente a contatto RGP su cheratocono. Sfortunatamente l’ectasia ha avuto negli anni scorsi un carattere progressivo e periodicamente si è reso necessario sostituire diversi tipi di lenti per l’adeguamento dei parametri. Il paziente abita lontano dal nostro studio e viene da noi solo per controlli programmati a cadenza semestrale, più qualche controllo straordinario quando se ne presenta la necessità. Una settimana prima dell’ultima visita, il nostro paziente aveva notato un calo di visus ed un centro di discomfort con la lente sull’occhio. L’ultima lente era stata sostituita quattro mesi prima e questa condizione nuova ha fatto sospettare un ulteriore peggioramento del cheratocono. Vediamo il paziente senza lente ormai da qualche giorno. Controlliamo la refrazione, la topografia corneale e la cornea in lampada a fessura, dopodichè tranquillizziamo il nostro paziente sul fatto che la condizione corneale è per il momento stabile. L’ispezione della lente a contatto evidenzia invece uno stato diffuso di depositi superficiali.
Abbiamo allora sottoposto la lente ad un ciclo di pulizia professionale riuscendo a rigenerarla senza la necessità di doverla sostituire con una nuova. Fortunatamente, dopo questo trattamento il paziente è tornato a vedere bene con la sua lente ed a tollerarla nuovamente senza disagio. Durante le visite di controllo precedenti, le lenti di prima si erano presentate sempre in buono stato di conservazione. Essendo quella attuale una lente RGP dello stesso materiale con soli quattro mesi di vita, ci siamo un po’ stupiti di questa condizione nuova. Abbiamo quindi chiesto al nostro paziente se aveva cambiato qualcosa nella procedura di pulizia e disinfezione della lente rispetto a quella abituale che gli avevamo raccomandato. Il paziente ci ha confessato che ultimamente l’ottico del suo paese, da cui si serve abitualmente per l’acquisto dei liquidi di manutenzione, ha cambiato fornitore e lo ha caldeggiato con insistenza a cambiare i prodotti che gli avevamo indicato noi con una soluzione unica a marchio: il marchio a cui quell’ottico si era da poco affiliato. La giustificazione è stata la seguente: “Prendi questo che è meglio. Tutti si trovano bene”. Il risultato è stato questo. Oltre al disagio momentaneo, l’utilizzo di una manutenzione inadeguata ha esposto questo paziente ad un rischio di intolleranza alla lente a contatto, l’unico ausilio ottico che gli può permettere una correzione adeguata. Questo caso invita a riflettere sui rischi connessi a cambiare il regime di manutenzione di una lente a contatto che non si conosce, di un paziente mai visto e di cui si sa poco la storia clinica. A nostro modo di vedere la manutenzione delle lenti a contatto meriterebbe una maggiore attenzione, la selezione dei prodotti deve essere curata caso per caso, avendo sempre bene in mente che non tutti i liquidi sono uguali. Con questo, non vogliamo esprimere alcun giudizio di merito di un prodotto rispetto ad un altro, ma soltanto richiamare l’attenzione sul fatto che diversi sistemi di manutenzione hanno solitamente caratteristiche fra di loro differenti.
A cura di ANTONIO CALOSSI – OPTOMETRISTA, FAILAC
















