Lenti che tagliano il Blu (parte 1 di 4)

Lenti che tagliano il Blu prima parte

 I vetri marroni ed i vetri arancioni, comunemente denominati “lenti che tagliano il blu” sono molto usati negli occhiali protettivi. Viene detto che essi assorbono (e quindi, non trasmettono) le radiazioni ultraviolette e blu, evitando quindi il danneggiamento attinico dell’occhio, ed anche migliorando il contrasto e la percezione della profondità.

Ora, per quanto riguarda l’ultravioletto, con un semplice esame spettrofotometrico si può verificare se esso è assorbito nella dovuta misura, o meno. Il problema è meno semplice quando si considera la prestazione visiva. Infatti, essa dipende dalle caratteristiche spettrali dell’oggetto osservato sul suo fondo, e non è semplice, a prima vista, comprendere perché l’effetto della lente colorata sia così favorevole, come talvolta emerge dalla letteratura.

Ci sono situazioni che si possono comprendere intuitivamente. Per esempio, la luminanza necessaria per vedere alla soglia uno stimolo di grande lunghezza d’onda (rossastro) su di uno sfondo di breve lunghezza d’onda (bluastro) è minore quando davanti all’occhio è posto un filtro neutro di densità ottica equivalente.

Infatti, il filtro selettivo attenua lo sfondo, e quindi migliora il contrasto. E può anche darsi che la visione attraverso questo filtro sia migliore della visione ad occhio nudo. Ma il problema non è sempre così semplice. Per esempio, la visione peggiora (in quanto la soglia di luminanza diviene più elevata) se si ha uno stimolo bluastro su uno sfondo rossastro e si mette davanti all’occhio un vetro che taglia le brevi lunghezze d’onda. Non è chiaro, d’altra parte, l’effetto delle lenti che tagliano il blu quando attraverso di esse si guarda un oggetto bianco e nero.

a cura del Prof. Sergio Villani

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