Le difficoltà di riproduzione del colore della pelle (Parte 6).
L’esperimento di Rea et al. (M.S. Rea, A.R. Robertson, W.M. Petrusic – Colour rendering of skin under fluorescent lamp illumination) intendeva quindi determinare, (a), se gli osservatori potevano distinguere vari tipi di lampade, sulla base del colore della pelle; (b), se la discriminazione fra due tipi di lampade è più affidabile quando si osserva la pelle della propria mano che non altri campioni di colore;(c), la preferenza per il colore della pelle.
I suddetti autori hanno considerato cinque tipi di lampade fluorescenti (della General Electric), Standard warm-white; Standard cool-white; Triphosphor 3000K; 3500K; 4100K, e le hanno istallate in una cabina con pareti grigio-matto e soffitto a forma di cupola integratrice. L’illuminamento sul piano del lavoro era di 300 lux.
Nell’esperimento sulla discriminazione, all’osservatore veniva proposto di esaminare il colore del dorso della sua mano destra, appoggiata su uno sfondo bianco; successivamente (con 10 sec di intervallo ad occhi chiusi) si illuminava la mano con le diverse lampade; avendo memorizzato l’aspetto della mano, in ogni esposizione, l’osservatore doveva rispondere alle seguenti domande:
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Hai notato delle differenze?
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Sei sicuro della tua risposta, o tiri ad indovinare?
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Su una scala da1 a 5, a quanto ammontano le differenze che hai riscontrato?
La prova veniva quindi ripetuta togliendo la mano ed osservando la parete grigia della cabina anch’essa illuminata, successivamente con diverse lampade. Poi, ancora, si ripeteva la prova considerando quattro campioni di colore saturo, giallo, rosso, verde, blù, ciascuno presentato in una seduta diversa, il tempo di esposizione essendo di 5 – 10 sec.
ART 6/8 – Articolo correlato: Le difficoltà di riproduzione del colore della pelle (Parte 5).