Le difficoltà di riproduzione del colore della pelle (Parte 5).

Determinare colore sulla pelle. La ricerca si è allora dedicata, come alternativa pratica, allo studio delle riflettanze spettrali, sempre avendo in mente un certo numero di indici o di procedure matematiche, che consentono di valutare l’accettabilità di una nuova lampada (P.A.Lovett, A.R.Hill, M.B.Halstead – The effect of clinical judgements of new types of fluorescent lamp – III – Fourier statistical analyses leading to a new specification for lamps.).

Sono stati così proposti nuovi criteri, da utilizzare come base per la revisione delle specificazioni delle lampade da usare nelle cliniche e negli ospedali. Detti criteri comprendono la specificazione della cromaticità della lampada e delle sue proprietà di resa del colore, in un certo contesto di pelli normali e patologiche. Si è proceduto suddividendo in due gruppi le lampade a priori considerate come accettabili e non accettabili rispettivamente e si è fatto un riscontro con quanto era emerso dalle varie osservazioni sperimentali.

Nessuno dei singoli parametri individuali o delle differenze di colore per questi parametri è risultato in grado di giustificare la distinzione suddetta. L’unica misura che consentiva di discriminare le lampade è stato l’Indice Speciale di Resa del Colore secondo il metodo CIE (Method of Measuring and Specifying Colour Rendering Properties of Light Sources – CIE Publ. 13,2 1974). L’applicazione del metodo statistico degli addensamenti (cluster analysis) ha consentito di ottenere nove curve rappresentative, due delle quali sono risultate essenziali per la discriminazione delle lampade accettabili da quelle non accettabili, e per valutare correttamente le lampade a banda stretta che, via via, compaiono sul mercato.

In altri termini, si sono potuti stabilire i confini per l’accettabilità di una sorgente, e si è così indicata la base per le nuove specificazioni di interesse clinico.

 

Concludiamo ricordando un recente lavoro di Rea et al. (M.S. Rea, A.R. Robertson, W.M. Petrusic – Colour rendering of skin under fluorescent lamp illumination), dove il problema è stato affrontato da un diverso punto di vista, ipotizzando che il fattore più importante, quando si vuole stabilire la preferenza di un dato tipo di lampada fluorescente piuttosto di un’altra, da parte di un dato osservatore, è la maniera in cui questa lampada “rende” il colore della pelle dell’osservatore stesso.

Ne consegue che, se questa ipotesi è verificata, il colore della propria pelle fornisce lo stimolo appropriato per discriminare una lampada dall’altra. E, ancora, se due lampade non producono effetti diversi, non ha senso domandarsi quale sia da preferire.

ART 5/8 – Articolo correlato: Le difficoltà di riproduzione del colore della pelle (Parte 4).

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