La prescrizione delle lenti correttrici: Prescrizione per scopi speciali (1/2).

Sempre più spesso gli occhiali vengono richiesti anche per scopi speciali, in genere per lavori da effettuarsi a distanze intermedie. Usualmente il paziente è presbite e trova che, né la sua correzione per lontano, né la sua correzione per la lettura gli consente di vedere a distanze intermedie. Così, gli occhiali per musica, per giocare a carte, per lavorare al videoterminale, per dipingere, sono prescritti in modo da venir usati per distanze variabili fra 1 metro e 50cm. La prescrizione arriva quindi quasi al limite della correzione per vicino. Abbiamo già dato degli esempi, ma crediamo che non sia fuori luogo insistere ulteriormente.
Così:
accomodazione disponibile 1,00 D,
distanza di lavoro 67cm; accomodazione richiesta 1,50D,
accomodazione disponibile usabile (2/3) = 0,66 D,
lente addizionale richiesta = + 0,75 oppure 1,00 D sf.
La correzione va poi controllata dal punto di vista ergonomico mentre il paziente tiene in mano le carte o legge la musica, o lavora al videoterminale oppure dipinge, o quando ha in mano un campione del suo lavoro.
Esistono anche lenti trifocali che possiamo prescrivere normalmente. Dobbiamo ricordare tuttavia che la parte intermedia, in genere, ha un valore prefissato.
Non si hanno, così, le stesse possibilità di variazione della distanza intermedia, come invece si hanno con occhiali separati; non per questo la loro utilità viene messa in dubbio.
Un’alternativa alle bifocali e trifocali sono le lenti a potenza variabile dette anche progressive. In esse si ha una potenza variabile con continuità dal centro verso il basso, parte che il paziente utilizza appunto quando legge. Queste lenti che, nelle ultime realizzazioni, molto probabilmente sono quelle più all’avanguardia, pur essendo soggette a notevoli limitazioni di carattere ottico, si stanno diffondendo sempre più specie tra i presbiti più giovani.
Quanto sopra detto riguarda il paziente presbite. Nell’industria si presenta anche la necessità di dover usare occhiali speciali, là dove è richiesto il lavoro per vicino (anche a 10 cm) con operai aventi un’età media di 24 anni.
In questi casi dobbiamo tener presenti due fattori:
a) l’accomodazione richiesta per vicino;
b) lo squilibrio per la piccola distanza di lavoro.
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