La prescrizione delle lenti correttrici: Effetti secondari della correzione ottica delle ametropie (1/2).

Il sistema lente correttrice-occhio differisce dal sistema ottico dell’occhio non corretto non solo per quello che riguarda la messa a fuoco delle immagini sulla retina, ma anche per altre caratteristiche, alcune delle quali hanno notevole importanza per la visione.
Tra esse le più importanti sono le seguenti.
1) Variazione del campo
Il campo del sistema occhio-lente, cioè l’insieme dei punti che si possono vedere attraverso la lente, supposto l’occhio fisso, è più ristretto del campo visuale dell’occhio, ed ha dimensioni angolari tanto più piccole quanto minore è il diametro della lente e quanto maggiore è la distanza della lente dall’occhio. A parità di diametro, di distanza e di potenza, le lenti positive riducono il campo più delle lenti negative, a causa della diversa deviazione prismatica (fig. 32-1).
2) Variazione della pupilla di entrata
L’apertura del fascio di raggi utilizzati dall’occhio dipende ovviamente dal diametro della pupilla. Se l’occhio viene corretto con una lente negativa, l’apertura del fascio di raggi utilizzati diminuisce, a parità di diametro della pupilla naturale dell’occhio (fig. 32-2 a), cioè la pupilla d’entrata del sistema occhio-lente è più piccola della pupilla dell’occhio (pupilla d’entrata è l’immagine della pupilla naturale vista attraverso alla cornea e alla lente correttrice). Con le lenti positive si ha l’effetto contrario (fig. 32-3 b). La variazione della pupilla prodotta dalla lente correttrice è tanto maggiore quanto maggiore è la potenza e quanto maggiore è la distanza della lente dall’occhio.
La variazione della pupilla ha intanto un effetto sulla luminosità delle immagini retiniche, che però può essere in parte compensata da variazioni dimensionali della pupilla naturale.
Vi è però anche un effetto antiestetico per chi guarda l’occhio attraverso la lente correttrice: la pupilla infatti appare rimpicciolita con lenti negative e ingrandita con lenti positive. Per ridurre al minimo questo effetto conviene montare la lente il più possibile vicino all’occhio, compatibilmente con la necessità che le ciglia non tocchino la superficie posteriore della lente, e ciò è cosigliabile soprattutto per lenti di forte potenza.
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Da Optometria e Oftalmologia del Prof. Sergio Villani (Volume Due).