La prescrizione delle lenti correttrici: Condizioni che richiedono una modifica della correzione.

Modifica della correzzione 

Le regole generali che abbiamo precedentemente enunciate, benché valide nella grande maggioranza dei casi, non sono sempre applicabili.
Per esempio:

  1. nel caso di astigmatismo elevato. nel quale il paziente non ha mai portato gli occhiali precedentemente;
  2. nella miopia elevata e nell’afachia;
  3. nella aniso- ed antiametropia;
  4. nei disturbi dell’equilibrio binoculare (eteroforia);
  5. nello strabismo.

Prima di prescriverla, può risultare necessario modificare la correzione della rifrazione che si è trovata in precedenza: per i casi 1), 2), 3), in modo da evitare il disagio del paziente, e per i casi 4) e 5) allo scopo di influire sullo sviluppo della relazione tra convergenza e accomodazione. Questo si raggiunge inibendo, oppure stimolando l’accomodazione in relazione alla convergenza o, come nel caso 4), a seconda dell’età e di altri fattori, ricorrendo all’uso di prismi per supplire all’insufficienza della convergenza, o per inibire la convergenza in relazione all’accomodazione.
Consideriamo innanzitutto le condizioni che chiamano in causa le correzioni del vizio di rifrazione.

Articoli correlati - La prescrizione delle lenti correttrici: Prescrizione per scopi speciali (2/2). 

Da Optometria e Oftalmologia del Prof. Sergio Villani (Volume Due).

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