La correzione da ordinare quando il vizio rifrattivo lo richiede (Part. 2)
Se la correzione debba essere prescritta per uso continuo o meno, dipende in genere dal visus ad occhio nudo e dai sintomi presenti e se è in relazione alla visione per lontano, o a quella per vicino. Così, nella miopia leggera o media, o nell’astigmatismo miopico, qualunque ne sia l’entità, il paziente lamenta una riduzione visiva per lontano. Come già si è detto, in questo caso si devono prescrivere occhiali da usare in permanenza in quanto, così facendo, non solo si preserva l’acuità visiva e la relazione accomodazione-convergenza è influenzata nella dovuta direzione, ma se il paziente è giovane, viene riportato sullo stesso piano di uguaglianza visiva rispetto ai suoi coetanei. Si tratta di favorire lo sviluppo naturale senza pesare troppo con le pressioni psicologiche, delle quali il miope è portato a soffrire più degli altri. Se la miopia è reale, si deve prescrivere una correzione completa e controllata ad intervalli regolari. Nei giovanissimi, il controllo si fa usualmente ogni sei mesi, dato che la miopia tende ad aumentare col passare del tempo e usualmente segue lo sviluppo corporeo. Nei giovani, 20/22 anni, purché non si tratti del tipo progressivo, tende a stabilizzarsi per poi rimanere più o meno invariata negli anni.
Art. 2/7 Articolo Correlato: La correzione da ordinare quando il vizio rifrattivo lo richiede (Part. 1)