LA COMPUTERIZZAZIONE DELLA COLORIMETRIA (Parte 1 di 2).

Nell’industria moderna è dato un forte impulso sia all’eguagliamento dei colori tramite computer, sia al susseguente calcolo dei coloranti necessari per l’eguagliamento del colore del campione in esame (la “ricetta”) con l’ausilio di sistemi di misura.
I tipi di colorimetri computerizzati di cui oggi disponiamo sono numerosissimi, e la loro evoluzione è tuttora in corso. I vantaggi dei sistemi computerizzati rispetto a quelli della colorimetria tradizionale visuale sono fuori discussione: la precisione può essere altissima, perchè gli errori evitabili possono venir minimizzati.
La colorimetria computerizzata iniziò verso il 1950, e subito venne usata nell’applicazione della legge di Lambert e per risolvere le equazioni di Kubelka-Munk. Si iniziò con i metodi grafici, poi si passò ai computer analogici, nei quali venivano immagazzinati (manualmente) i dati spettrofotometrici. Un grosso computer, molto costoso, venne incluso nei colorimetri, verso il 1970. Recentemente invece, si stanno diffondendo spettrofotometri semplificati (abridged), accoppiati al PC (Personal Computer).
L’ eguagliamento colorimetrico convenzionale, sul quale si basa la colorimetria visuale richiedeva (e richiede) personale altamente specializzato, che non è sempre facile avere a disposizione. Invece, il colorimetro computerizzato può essere acquistato ed usato da chiunque lo desideri. Inoltre, il sistema computerizzato, oltre ad essere molto più veloce dell’operatore umano, fornisce la “ricetta” più economica e con il minimo metamerismo, che ci consente l’eguagliamento con il campione in esame.
Nel caso dell’eguagliamento visuale, occorrono numerose prove con diversi coloranti di laboratorio, e questo comporta tempo e spesa. Tutto questo è ridotto, con la computerizzazione. Di regola, le “ricette” che emergono dal paragone, sia esso visuale o computerizzato, sono soggette a correzioni progressive, onde migliorare l’eguagliamento stesso. Ma il numero di correzioni
necessarie è superiore nel caso visuale, rispetto al caso della computerizzazione.
Colorimetria prof. Sergio Villani.