COLORIMETRIA: Colorimetria per differenza (2).

Colorimetria per differenza 2 Concludiamo gl’articolo dedicato alla colorimetria per differnza sottolineando che un colorimetro a filtri, a componenti tricromatiche, destinato alla misura di piccole differenze di colore di oggetti le cui distribuzioni del fattore di riflettanza spettrale sono essenzialmente le stesse si può anche permettere grosse discrepanze fra le funzioni di risposta spettrale dello strumento e quelle dell’osservatore standard della CIE.

La differenza spettrale fra i due campioni deve essere piccola per consentire una misura soddisfacente della loro differenza di colore. Quando si paragonano coppie metameriche di oggetti, invece, la differenza di colore misurata può scostarsi in maniera significativa dalla differenza vera.

In pratica, un oggetto standard o di riferimento, spesso è costituito dallo stesso materiale, ed è colorato con coloranti simili a quello del campione da esaminare. La colorimetria per differenza (fra oggetto in esame da duplicare e standard) si può allora considerare come il metodo più preciso per conoscere in quale misura i due oggetti differiscono.

Ma se il materiale ed i coloranti sono diversi, anche se si ha un forte grado di metamerismo, occorre essere molto cauti. Infatti delle differenze troppo elevate nella composizione spettrale possono seriamente compromettere la misura della differenza di colore.

ART 7/7 – Articolo correlato: COLORIMETRIA, Colorimetria per differenza (part. 1).

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