QUANDO LA VENDITA E’ UN LUSSO 1/2
Il compito di chi vende lusso è regalare sogni, servizi e feeling inimitabili
Da Interbrand e Business Week ricaviamo una tabella che indica i 12 maggiori brand del lusso a livello planetario tra 100. Il dato interessante è che, fra questi 12 brand, solo 3 non trattano linee di occhiali; li cito per completezza di informazione : Tffany, Moet & Chandon e Rolex. Gli altri nove che, per correttezza, non indico ma sono ben noti a noi tutti, competano la loro presenza sui mercati internazionali con linee prestigiose di montature da vista e da sole. Un dato che porta a una riflessione interessante: l’occhiale costituisce il passe par tout per il lusso possibile, consente a milioni di persone di accedere a prodotti di lusso a fronte di un investimento economico “alla portata”. Una borsa della Griffe tal dei tali a 6.000 euro è un lusso un po’ meno accessibile rispetto all’occhiale della stessa griffe che ne costa 250. Eppure anche questo è un lusso geniuno, vero e con tutto il contenuto esperienziale che comporta per chi ne gode. La domanda che consegua a questa prima considerazione è: “L’ottico sa illustrare, proporre o vendere lusso”? O piuttosto deformazioni iper professionali unite, in molti casi, ad ansia da sconto, depotenziano nel negozio l’esperienza del lusso del cliente che, attenzione, è cosa diversa dalla sua esperienza del prodotto occhiale considerato in sé e per sé? Dal punto di vista il lusso è un’esperienza di consumo che attiene alla sua comunicazione con sé e con il mondo; ha un valore auto gratificante di compensazione e di integrazione emotive connesse alla seduzione,all’affermazione e alla visibilità sociale, al desiderio di unicità e all’amore per sé e per gli altri. Un contenuto di aspettative e di desideri che merita ed esige da chi vende lusso l’organizzazione di un’offerta adeguata e almeno corrispondente alle aspettative di chi lo lambisce. Parliamo di quello che viene, giustamente, definito “l’insieme di eccellenze” che dovrebbero caratterizzare il punto vendita che ospita e vende i brand del lusso. Prima di tutto l’ambientazione generale e l’esposizione del prodotto di lusso, troppo spesso mortificano in griglie appese al muro che lo spersonalizzano in mezzo a prodotti di minore immagine; aste nascoste e musetti ammucchiati e magari un cartellino “sconto 20%” in bella mostra. Poi la sensibilità e l’accuratezza di chi vende, un professionista esperto che conosce le tendenze alla moda e che può diventare un consulente prezioso in grado di suggerire la soluzione “mix and match” più adatta anche al cliente con minore capacità di spesa. E ancora da non trascurare la raffinatezza e la cura del packaging del prodotto in consegna unito alle attenzioni di chi propone e consiglia che servono a comunicare la preziosità del prodotto.
A cure di Ercole Renzi, B2eyes Magazine numero20 novembre/dicembre 2007