Occhiale tecnico sì,ma anche fashion.
Si conclude la nostra indagine tra i maggiori fornitori di montature per le varie discipline sportive.
Abbiamo riscontrato una duplice tendenza da parte del consumatore finale: da una parte la richiesta di occhiali dai contenuti estremamente tecnici e innovativi, ad esempio gli ultimi modelli Carrera per il ciclo; dall’altra la domanda di prodotti di origine sportiva, ma declinati secondo le ultime tendenze moda: qui rientrano le più recenti collezioni di occhiali da sole Smith». Alfonso De Antoni, responsabile Divisione Sport di Safilo Group, descrive così lo scenario del mercato interno per gli occhiali destinati a un uso sportivo. «E
nel breve-medio periodo ci aspettiamo che questa tendenza vada a delinearsi in modo sempre più marcato – dice De Antoni – Il canale ottico è molto importante specialmente per gli occhiali sportivi. Inoltre, soprattutto nelle località di montagna, gli ottici offrono anche un importante assortimento di caschi e maschere». Anche De Rigo Vision, con il suo marchio sportivo in licenza, Fila, crede nei margini di sviluppo di questo segmento di mercato. «La maggior parte dei clienti che acquista occhiali di tipo sportivo molto spesso non si limita solo al loro utilizzo nel periodo dell’esercizio agonistico – afferma Francesco Morelli, direttore commerciale Italia di De Rigo Vision – È fondamentale che il nostro occhiale abbia la versatilità
per poter essere utilizzato sia nel tempo libero sia nello sport, che dalla maggior parte dei nostri clienti è praticato in modo amatoriale. Oltre a questo elemento, vogliamo dare continuità a una serie di investimenti che la casa madre Fila sosterrà sul mercato italiano, con una forte spinta pubblicitaria sulla connotazione
life style del marchio, che oltre a essere tecnico strizza l’occhio alla moda».
«Le nostre montature di tipo tecnico», ricorda Morelli, «sono distribuite prevalentemente attraverso il canale ottico, anche se registriamo negli ultimi dodici mesi una crescita del canale sportivo, dove la valenza storica del marchio Fila e il suo rilancio su scala mondiale stanno portando i benefici più velocemente».
Anche alla Charmant, licenziataria dell’eyewear firmato Puma, ritengono un must il binomio tecnico-fashion. «Il mercato sta dimostrando interesse per l’occhiale sportivo, soprattutto per quanto riguarda settori specifici ben definiti come moto, vela, sci e così via – afferma Alessandro Chitotti, direttore commerciale di Charmant Italia – Le aspettative per la collezione a marchio Puma sono molto buone. A fine ottobre ci sarà il lancio della nuova collezione sole dedicata agli amanti dello sport che hanno interesse anche per la moda, con uno stile vintage ma caratterizzato da soluzioni innovative su aste e frontali. L’ottico oggi pesa in modo
molto forte tant’è che è attraverso questo canale che si concentra lo sforzo distributivo dell’azienda: Charmant, infatti, non vende attraverso il retail sportivo».
Oggi, del resto, il mercato italiano dell’eyewear tecnico è affollato di marchi di origine sportiva, ma che non hanno negli occhiali il core business: la stessa Puma, Nike, Adidas, Reebok, per citarne alcuni tra i più famosi. «Ciò deriva dal fatto che l’occhiale fornisce un valore aggiunto al total look di un brand – spiega
Marco Di Bello, PR e communication manager di Briko – La montatura richiede un’impronta anche fashion, certo, ma soprattutto deve racchiudere in sé una valenza tecnica di rilievo, per garantire protezione e sicurezza, con materiali all’avanguardia e lenti in grado di offrire una visione nitida».
Ne deriva che anche il negozio deve rispecchiare queste caratteristiche. «È necessario assistere il cliente prima e dopo la vendita, disponendo perciò di un know how elevato: ecco perché con i prodotti Briko ci stiamo collocando sull’utente sportivo di tutti i giorni, pur offrendogli occhiali testati e sviluppati da atleti di alto livello».
Sulla brillantezza del mercato, tuttavia, il management di Bollé, brand sportivo del Gruppo Bushnell, che quest’anno festeggia i 120 anni di vita, appare più prudente. «C’è sicuramente un po’ di stasi sul prodotto prettamente sportivo, il mercato al momento non è ancora pronto, ma si registrano delle avvisaglie che ci fanno ben sperare per il medio termine – dice Marco Ribaldone, responsabile commerciale Italia di Bollé – D’altronde i cicli della moda insegnano che le cose tornano e noi, con i nostri 120 anni di esperienza, siamo pronti. Comunque sempre più sportivi si rivolgono agli ottici, il rapporto di vendite è intorno a 80/20% tra canale ottico da una parte e canale sportivo dall’altra. Il marchio Bollé ha sempre rivolto le sue attenzioni per la distribuzione del prodotto al settore ottico, lasciando la percentuale minore alla vendita delle maschere da sci che notoriamente riguardano il settore sportivo».
Quali scelte deve fare l’ottico per trovarsi preparato di fronte all’evoluzione suggerita dai suoi fornitori sportivi? «L’ottico ha il know-how tecnico sulla correzione e sulla qualità visiva: vorremmo renderlo maggiormente partecipe dei nostri test e della nostra ricerca, ad esempio sui filtri solari o sull’evoluzione
del gesto tecnico-sportivo e sulle ripercussioni che esso comporta», dice ancora Di Bello. Il responsabile comunicazione di Briko – che vende i propri prodotti prevalentemente nel canale sportivo, oltre che attraverso alcuni negozi di ottica ritenuti molto specializzati e particolarmente sensibili alla filosofia
dell’azienda piemontese – ricorda che il brand cerca di far incontrare gli ottici con i suoi testimonial delle varie discipline sportive, per illustrare le loro esigenze tecniche che poi si traducono concretamente negli occhiali. «Puntiamo, quindi, soprattutto su comunicazione e informazione per produrre un know-how tecnico adeguato sia per il trade sia per il consumatore finale», afferma Di Bello.
A cura di Angelo Magri, fonte b2eyesmagazine del 16 Settembre 2007