Pseudoafachia: Le IOL.
Le IOL generalmente sono costituite da due parti:
-zona ottica
-elementi di sostegno
La zona ottica è ormai universalmente composta dal materiale scoperto da Ridley: il Perspex C.Q. (= P.M.M.A. Clinical Quality).
Le lenti fatte con questo materiale necessitano di rifiniture ben levigate a mano e/o molate.Alcuni produttori di IOL, tuttavia, usano un tipo leggermente diverso di PMMA, che consente la tecnica più rapida di modellamento per iniezione; però, le lenti fabbricate in questo modo risultano avere gli elementi di sostegno deformanti e con margini taglienti e, viste le maggiori problematiche che esse comportano, si preferisce oggi usare quelle molate o levigate a mano.Il diametro della zona ottica varia per i vari tipi di lente tra i 5mm e i 6mm. E’ oggi possibile disporre di un’ampia gamma di potenze: da + 6,00 a + 27,00D. Nelle IOL da camera posteriore la zona ottica dispone di 20 o 4 fori (del diametro di 0,4 – 0,5 mm) che servono da punto di attacco per gli strumenti chirurgici atti a posizionare le lente in sede.
Gli elementi di sostegno sono definiti in questo modo in quanto offrono appoggio alla lente sulle strutture oculari. Assumono denominazioni diverse a seconda del gruppo di IOL in considerazione. Genericamente, comunque, possono essere definite col nome di aptici o piedini.
Essi possono essere composti dallo stesso materiale della lente (es. IOL di Choyce e IOL di Kelman), oppure costituiti di altro materiale allo scopo di ottenere una migliore flessibilità: es. Polipropilene (in precedenza sono stati impiegati anche certi metalli come tungsteno, platino ecc. ed altri materiali plastici come il nylon, con risultati inferiori).
Gli elementi di sostegno delle lenti a fissazione iridea, irido-capsulare e da camera posteriore vengono denominati loops o anse.
CLASSIFICAZIONE DELLE IOL
In Base alla sede anatomica di inserzione possiamo distinguere attualmente 4 classi di IOL:
1)IOL da camera anteriore
2)IOL a fissazione iridea
3)IOL a fissazione irido-capsulare
4)IOL da camera posteriore.
Per la valutazione della corretta potenza dell’impianto di IOL ci si basa su due metodi:
1)sull’uso di Formule tooriche, basate sui principi dell’ottica geometrica applicata all’occhio schematico;
2)sull’uso di Formule empiriche, basate sull’analisi retrospettiva dei dati.
Nell’uno come nell’altro caso, parametri essenziali sono costituiti dalla misurazione della potenza rifrattiva corneale (misurata con un oftalmometro o cheratometro), e dalla corretta misurazione della lunghezza assiale dell’occhio (calcolata usualmente con uno dei molti biometri ultrasonici A o B-Scan, in commercio).
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Da Optometria e Oftalmologia del Prof. Sergio Villani (Volume Uno).
















