Ipermetropia acquisita.
Escludendo quell’ipermetropia causata da insufficiente sviluppo dell’occhio, ne esiste una conosciuta come acquisita, la quale può risultare da:
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aumento dell’indice di rifrazione dell’umor vitreo, dovuto a malattie generali;
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diminuzione del potere rifrattivo dell’occhio per cause dipendenti dall’età;
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estrazione del cristallino (afachia).
Il termine “ipermetropia acquisita” è molto più spesso riferito all’afachia che non alle altre cause. L’ipermetropia acquisita diviene evidente verso i 50-55 anni, quando l’occhio prima emmetrope, diviene ipermetrope; o se prima era lievemente miope, la quantità di ipermetropia riesce prima a neutralizzare la miopia, e si ha così l’emmetropia, poi, superando il valore della miopia, conduce al risultato finale di una lieve ipermetropia. Le cause dell’ipermetropia acquisita non sono esattamente e completamente conosciute; con certezza si può dire che la parte preponderante di essa sia dovuta all’aumento della densità degli strati corticali del cristallino. Questo aumento è duplice: sia in senso rifrattivo, sia in senso volumetrico; si avrà perciò un’utilizzazione maggiore delle facce più esterne del cristallino le quali, essendo meno curve di quelle nucleari, daranno una potenza totale inferiore; inoltre con l’aumento dello strato corticale si avrà un appiattimento della curva esterna e anche questo produrrà l’effetto della minore potenza ottica del cristallino.
In ogni modo, qualunque sia la causa che lo determina, si è constatato che ad un certo punto della vita di un individuo, l’occhio, considerato come corpo rifrangente, inizia a perdere un po’ della sua potenza e la riduzione continua anno dopo anno, seguendo all’incirca i dati della tabella qui appresso riportata:
| eta | 50 | 55 | 60 | 65 | 70 | 75 |
| Ipermetropia acquisita | 0.25 | 0.50 | 1.00 | 1.25 | 1.50 | 1.75 - 2.00 |
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