Grado e condizione dell’ipermetropia.

L’ipermetropia può variare da un valore così basso, da far ritenere l’occhio come emmetrope a uno così lto in cui l’occhio, se non fossero presenti le immagini di Purkinje, potrebbe apparire come afachico.
Benche l’ipermetropia sia quasi sempre dovuta al bulbo oculare troppo corto, spesso è conveniente considerarla come una potenza rifrattiva insufficiente.
In questo caso se l’occhio è emmetrope avrà una potenza di circa 60D; uno ipermetrope avrà una potenza inferiore.
Un occhio ipermetrope di 2D può essere considerato come se avesse una potenza di 58D; questa condizione può essere corretta usando una lente di +2 D. La potenza dell’occhio, più quella della lente correttrice danno come risultato la potenza dell’occhio normale.
Un occhio ipermetrope si comporta come un occhio normale al quale è stata posta una lente negativa davanti; la correzione, o neutralizzazione, si esegue con una lente positiva della stessa potenza del difetto o della lente negativa che lo aveva creato artificialmente nell’occhio emmetrope.
La potenza della lente correttrice esprime il grado del difetto visivo. In realtà questo è quasi sempre vero per le piccole potenze, ma da 3-4 D ed oltre non si può trascurare la distanza tra la lente correttrice e il punto principale anteriore dell’occhio, perciò in una ipermetropia il vero difetto dell’occhio è maggiore della lente che si usa per la sua correzione a circa 13 millimetri dall’apice corneale; nella miopia il difetto vero dell’occhio sarà inferiore alla potenza della lente necessaria per correggerlo, sempre posta alla suddetta distanza dall’occhio.
Articolo correlato: Ipermetropia da curvatura. - Tratto da Optometria e Oftalmologia del prof. Sergio Villani.