Correzione dell’ipermetropia in visione binoculare.

Dopo che ciascun occhio è stato corretto separatamente, spesso si trova che il visus rimane inalterato anche aggiungendo binocularmente due lenti lievemente positive. La quantità di potenza aggiunta senza peggiorare il visus è uguale a quella dell’accomodazione che si riesce a far rilassare. Ciò può essere possibile solo per una + 0,25 D, ma usualmente si arriva anche a potenze maggiori: sino ad 1,00 D e a volte anche di più.
Di regola più il soggetto ipermetrope è giovane, maggiore sarà la quantità rilassata, e viceversa.
Se, come nel caso di esoforia marcata, la misura dell’ipermetropia manifesta diviene una condizione essenziale, è opportuno eseguire la misura e fare la prescrizione della quantità trovata in visione binoculare.
Di solito però la correzione dell’ipermetropia non richiede l’aggiunta trovata binocularmente.
Spesso in soggetti ritenuti emmetropi, eseguendo la misura si evidenzia una lieve ipermetropia.
Quando è presente exoforia, può accadere che in visione monoculare si trovi una certa quantità di ipermetropia e che in visione binoculare questa risulti minore.
Questo risultato, che dimostra l’opposto di quanto prima esposto, trova la sua giustificazione nel fatto che, in visione monoculare, non essendo stimolata la convergenza, l’ipermetropia si manifesta in modo più completo che non quando, sotto lo sforzo di convergenza atto a riportale gli assi visivi in parallelismo dalla posizione exoforica iniziale,viene stimolata anche l’accomodazione, per cui si avrà una maggiore quantità di ipermetropia latente e la correzione trovata esatta monocularmante si dimostrerà troppo forte.
La correzione dell’ipermetropia latente, effettuata binocularmente, può portare ad un’altalena di una piccola parte dell’ipermetropia che in alcuni momenti viene a risultare corretta in eccesso, con conseguente sfuocamento della visione.
Da Optometria e Oftalmologia del Prof. Sergio Villani (Volume Uno).
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