Come si deve correggere l’Ipermetropia Art. 1/3
La regola generale per la correzione dell’ipermetropia è di adottare le lenti più forti che non fanno peggiorare il visus. Queste lenti misurano e correggono l’ipermetropia manifesta. Una correzione maggiore, anche se sopportata, viene prescritta solo in casi speciali.
Nella correzione dell’ipermetropia, oltre a far sì che le radiazioni provenienti dall’infinito vadano a formare il fuoco sulla retina, deve anche essere tenuto presente che la quantità di accomodazione sia in accordo con quella della convergenza; ne consegue che nel correggere l’ipermetropia, se è presente uno scompenso di tipo accomodativo, è necessario un corretto bilanciamento della muscolatura oculomotrice.
Quando il visus è normale e non si riscontrano squilibri della muscolatura oculomotrice, né sintomi di astenopia, sia per lontano che per vicino, non è necessario ricorrere alla correzione ottica. Questa condizione è considerata come l’emmetropia.
Se invece sono presenti sintomi di astenopia, ma il visus risulta 10/10 convenzionali, e non migliora con l’aggiunta di opportune lenti, gli occhiali saranno prescritti solo per vicino. Qualora dopo una decina di giorni i sintomi di astenopia si riducessero, la correzione sarà consigliata per uso costante.
In genere non vi sono delle difficoltà per decidere se la correzione deve essere portata costantemente o no, ma se vi fossero dei dubbi, è importante misurare l’ampiezza dell’accomodazione con la convergenza mantenuta per l’infinito.
Quando il visus è inferiore ai 10/10, la correzione deve essere portata costantemente ma, anche se il visus non migliora inizialmente, ci si deve aspettare che questo avvenga con l’uso della correzione completa. Ugualmente, e in modo costante, deve essere portata quando è presente un’esoforia marcata o addirittura un’esotropia.
Da Optometria e Oftalmologia del Prof. Sergio Villani (Volume Uno).
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