Campo dell’accomodazione (Ipermetropia).
Per calcolare l’ampiezza accomodativa è sufficiente fare la differenza tra il punto prossimo e il punto remoto. Parte della differenza tra questi due punti è dovuta alla profondità di campo dell’occhio e allo sfruttamento opportuno delle sue aberrarazioni assiali quella sferica e maggiormente quella cromatica.
Nell’occhio ipermetrope il punto remoto è virtuale quindi negativo, per cui la differenza si trasformerà in somma.
Esempio: punto prossimo 10 cm = + 10,00 D, punto remoto di un ipermetrope di 4,00 D = – 4,00 D; l’operazione da fare sarà: 10,00 – (- 4) = + 14,00 D, che ci dà l’ampiezza accomodativa totale. Appare chiaro come un occhio ipermetrope sia costretto a fare uso continuo dell’accomodazione se vuole ottenere sulla retina un’immagine nitida. Questo continuo uso fa si che il muscolo ciliare, essendo il principale autore dell’accomodazione, si ipertrofizzi, avendo così l’occhio ipermetrope, a parità d’età, una maggiore possibilità accomodativa dell’ occhio emmetrope e miope.
In diversi casi di ipermetropia assoluta, specie se monoculare, si ha però una notevole perdita dell’ampiezza accomodati.
Da Optometria e Oftalmologia del Prof. Sergio Villani (Volume Uno)
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