Afachia (2/5)

L’assenza del cristallino può essere riconosciuta dalla profondità e dall’aspetto conico della camera anteriore,dal tremolio dell’iride (iridodonesi) che,non più appoggiata al cristallino, subisce delle variazioni dei movimenti oculari:o anche tenendo una lampada accesa davanti all’occhio si può constatare la mancanza dei riflessi (immaginidi Purkinje) che avrebbero dato le superfici anteriori e superiori al cristallino .Il traumatismo subito dalla cornea fa si che dopo l’intervento operatorio residui di un certo astigmatismo corneale che, con il progredire della cicatrizzazione, si riduce a circa 0.50 – 1,50 diottrie con l’asse contro regola, o quasi. In questo periodo transitorio (della durata di una ventina di giorni), è opportuno prendere alcune misure del difetto visivo, ma aspettare che sia ultimata la cicatrizzazione per effettuare la correzione ottica definitiva, nel frattempo può essere data una correzione provvisoria che concederà subito al paziente la sua indipendenza. Trascurando l’astigmatismo, l’occhio afachico si distingue per il suo alto grado di ipermetropia (purchè l’occhio prima dell’intervento non avesse una miopia superiore alle 15,00D) causata dall’assenza del cristallino che quando è in situ ha una potenza di circa 21 diottrie; il vizio rifrattivo sferico complessivo dell’occhio risulta essere in media di 12 – 14 diottrie se non ci sono altre complicazioni, l’occhio afachico ben corretto raggiunge i 10/10.
Da Optometria e Oftalmologia del Prof. Sergio Villani.