Le allergie Articolo 7 di 8.

articolo 7 sulle allergieCheratocongiuntivite primaverile
La cheratocongiuntivite primaverile è una forma grave cronica di congiuntivite allergica che interessa la cornea e la congiuntiva. si manifesta prevalentemente nei bambini e nei giovani adulti, in particolare maschi, e spesso in individui che possono già soffrire di eczema, asma o febbre da fieno. Ha un’incidenza stagionale pronunciata (primavera), probabilmente dovuta ad allergeni primaverili, sebbene esistano forme perenni. Di solito si può rilevare una positività anamnestica personale o familiare per allergia e in molti casi si possono rilevare allergeni specifici a cui il paziente è sensibile, grazie all’anamnesi e ai test cutanei allergologici (ad esempio l’acaro della polvere di casa con le sue feci, rappresenta un allergene scatenante particolarmente comune). Il sintomo prevalente della cheratocongiuntivite è il prurito, la fotofobia intensa e la presenza di filamenti di muco. E’ caratterizzata dalla presenza di papille giganti di solito nella congiuntiva tarsale superiore. Anche la congiuntiva sopra il limbus può essere edematosa e arrossata. Di regola il paziente si lamenta spontaneamente di un forte prurito. Sintomi comuni sono una eccessiva lacrimazione, la produzione di muco, la fotofobia, il bruciore o la sensazione di corpo estraneo. Il classico segno palpebrale della cheratocongiuntivite primaverile è rappresentato dalle papille giganti o a ciottolato nella congiuntiva tarsale superiore che l’oculista può esaminare rovesciando le palpebre. Queste papille incrementano notevolmente la massa della palpebra superiore e quindi la ptosi (cioè l’abbassamento della palpebra superiore) è un segno aggiuntivo tipico.
L’infiammazione della congiuntiva bulbare è variabile: si può a volte riscontrare una rilevatezza nodosa e lardacea nel fornice inferiore. La cheratopatia (sofferenza della cornea) inizia tipicamente con una sofferenza diffusa superficiale della cornea. Se l’infiammazione si protrae, in seguito alla liberazione di mediatori dell’infiammazione, il danno diviene più importante, portando evidenti difetti epiteliali. Tali lesioni sono state denominate ulcere a scudo per la loro forma. Più a lungo permane il difetto, maggiore è la possibilità di una ulcerazione a tutto spessore e anche di una sovrapposizione batterica. Per quanto riguarda la terapia, oltre a seguire le norme igieniche che abbiamo ricordato per la congiuntivite allergica stagionale, la terapia sistemica con cortisonici è di grande utilità nei pazienti gravi. Utile è una terapia antistaminica sistemica e locale nei casi meno gravi, mentre una terapia sistemica è da preferire a quella topica nei pazienti con malattie allergiche gravi, principalmente perché ha una durata d’azione lunga e anche perché questi pazienti a volte diventano sensibili ai conservanti contenuti negli antistaminici oculari in commercio. L’utilizzo di monodosi evita il problema della sensibilizzazione ai conservanti. Come già accennato la terapia locale comprende l’utilizzo di corticosteroidi e di antistaminici, principalmente, nelle fasi acute per combattere i segni acuti dell’infiammazione, mentre il cromoglicato bisodico, essendo uno stabilizzatore di membrana, dovrebbe essere dato prima dell’insorgenza dei sintomi e per tutto il periodo dell’esposizione all’antigene. Anche in questa patologia i farmaci a duplice azione (es. Ketotifene fumarato, antistaminico e stabilizzatore di membrana) possono essere usati sia in prevenzione che nelle fasi acute e croniche con ottimi risultati. Uno dei trattamenti più efficaci per cheratocongiuntivite primaverile è quello di ridurre l’esposizione agli antigeni, pertanto si consiglia ai pazienti di trasferirsi in climi più freschi dove le temperature più basse ed il minor numero di allergeni presenti nell’aria possano dare un sollievo. La terapia chirurgica non è frequente, ma può capitare che la presenza di grosse papille sotto la palpebra causino sensazione di corpo estraneo e ptosi. L’asportazione combinata del tarso e della congiuntiva e la crioterapia (applicazione di una sonda che ghiaccia e quindi distrugge i tessuti circostanti)possono essere di beneficio ma hanno una durata limitata nel tempo. Terapia d’appoggio può essere l’acqua fredda che blocca la reazione allergica, una corretta igiene perioculare effettuata con prodotti specifici e gli occhiali scuri.

Articolo correlato: Le allergie Articolo 6 di 8. 

Tratto da P.O. Professional Optometry  Aprile 2008

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