Le allergie Articolo 3 di 8.
Che cosa succede nel nostro organismo quando si ha una reazione allergica? Le reazioni di tipo allergico possono verificarsi in numerosi distretti dell’organismo, e sono sempre legate all’incontro tra un allergene (una sostanza cioè esterna all’organismo, come il polline) e un anticorpo specifico per quella sostanza, fabbricato dall’organismo stesso. un antigene è una sostanza capace di provocare la formazione di anticorpi specifici nell’organismo in cui si introduce. Più precisamente, un antigene che a contatto con un anticorpo determina dei fenomeni allergici si chiama allergene. Un anticorpo è una proteine (globulina) plasmatica che viene sintetizzata nell’organismo da cellule specializzate (le plasma cellule) quando vi viene introdotta una sostanza estranea (un antigene).
Gli anticorpi responsabili di manifestazioni allergiche vengono classificati secondo il loro modo di apparizione in due categorie:
- gli anticorpi spontanei, che si dividono in anticorpi naturali, normalmente presenti nel siero del sangue, e in anticorpi reaginici, o reagine, sviluppati nei soggetti allergici e che circolano e si fissano sugli organi e sui tessuti;
- gli anticorpi indotti, rappresentati dagli anticorpi anafilattici, che appaiono in seguito all’iniezione di potenti antigeni, e dagli anticorpi bloccanti, che circolano e sono in grado di legarsi prima delle reagine agli antigeni introdotti nella circolazione.
Sistema immunitario e reazione allergica
Il compito di sorveglianza immunologica, riconoscimento, reattività, neutralizzazione o eliminazione è affidato a cellule che fanno parte del sistema di difesa del nostro organismo: linfociti T e B. In circostanze normali i linfociti T sono capaci di valutare il pericolo rappresentato da una sostanza estranea. Se questo sistema di riconoscimento si altera, una sostanza innocua può essere scambiata per una dannosa: essa funziona allora da allergene e innesca una risposta immunologica che conduce all’attivazione di cellule (mastcellule) e alla liberazione di mediatori diversi in relazione alla natura dell’allergene. Alcuni allergeni stimolano in modo caratteristico una risposta principalmente cellulare con attivazione dei linfociti T, che a loro volta producono mediatori chimici, responsabili dell’arrossamento, dell’aumento di temperatura, del gonfiore e del dolore nella sede dell’infiammazione. Una condizione nella quale si innesca un meccanismo di questo tipo è, per esempio, la dermatite da contatto (malattia su base allergica della pelle), che si manifesta dopo il contatto con sostanze normalmente innocue come cosmetici, metalli, vegetali, ecc. Le reazioni allergiche di questo tipo si manifestano dopo 48 ore dal contatto con l’antigene e per questo si parla di iper-sensibilità ritardata. Quando invece la reazione allergica si manifesta in modo violento dopo pochi secondi o pochi minuti dal contatto con l’allergene si parla di iper-sensibilità immediata, che è dovuta alla presenza di una specifica classe di immuno-globine, le lgE. Le lgE sono anticorpi prodotti anche in condizioni normali, ma solo in piccola quantità. Nei soggetti allergici, invece, la loro concentrazione nel sangue è di solito molto elevata. Una volta prodotte in seguito allo stimolo antigenico, le lgE si fissano alla superficie di altre cellule, i mastociti, localizzati nei tessuti connettivi, che contengono sostanze capaci di indurre rapidamente una reazione infiammatoria, come l’istamina. Quando l’allergene si combina con le lgE fissate alla superficie, il mastocida si attiva, liberando l’istamina (degranulazione) che a sua volta dà inizio all’evento infiammatorio (ordicaria, asma, rinite). Contemporaneamente altre cellule dell’infiammazione vengono attivate e reclutate nella sede della reazione allergica, con liberazione di altri mediatori.
Articolo correlato: Le allergie articolo 2.
Tratto da P.O. Professional Optometry Aprile 2008
















