La vista è un bene prezioso 2-2

Un problema poco sentito: l’affaticamento degli occhi
Più di 1/3 degli italiani (il 37%) risponde che i suoi occhi si affaticano spesso, mentre solo il 27% dichiara di non avere mai avuto problemi in questo senso.
Malgrado ciò, solo il 9% ha preso in considerazione specifiche lenti protettive. I criteri di scelta degli occhiali sembrano essere, soprattutto, “leggerezza” e “design” (rispettivamente 26% e 24%).
L’impressione generale che se ne ricava è che l’affaticamento degli occhi non sia ritenuto un problema patologico quanto, piuttosto, un fenomeno naturale che viene affrontato in modo generico con un po’ di riposo.
Consumatori poco informati
Parlando di lenti, però, il 26% non sa di quali lenti siano dotati i suoi occhiali, il 23% è consapevole di un trattamento antiriflesso, il 10% del fatto che le lenti siano di plastica e solo il 6% che si tratta di lenti fotocromatiche. Nella segmentazione fra uomini e donne, la leggerezza delle lenti risulta importante per ambedue mentre per gli uomini sembra più importante l’antiriflesso e per le donne l’infrangibilità.
La leggerezza è comunque la caratteristica oggettiva più determinante per la scelta complessiva degli occhiali (montatura + lente) e viene indicata dal 26% degli intervistati; nella scelta di un paio di occhiali hanno un peso rilevante anche i consigli degli esperti, oftalmologo(39%) o ottico/optometrista (26%).
Gli altri criteri che orientano alla scelta sono il design (24%), che conta più del prezzo (19%), mentre l’infrangibilità scende al 13%.
La moda come ragione di scelta
La moda sembra essere una spinta che orienta prevalentemente alla scelta della montatura e non, in linea generale, degli occhiali nel loro complesso.
Da qui, la necessità di informare costantemente i consumatori e di sensibilizzarli anche sugli aspetti maggiormente legati a protezione e salute della vista, come l’adozione di lenti adeguate alle esigenze e agli stili di vita individuali.
Si fa poco per proteggere i bambini
Per quanto concerne i bambini, la maggior parte dei genitori (66%) dichiara di proteggere gli occhi dei loro figli (il 49% nella fascia di età 5-8 anni; il 52% nella fascia 9 – 13 anni).
Il 17% dei genitori -infine- non adotta alcuna misura per proteggere la vista dei figli; in realtà sembra che fino a che sono piccoli -cioè più o meno fino ai 13 anni – la migliore protezione contro i raggi UVA sia considerata il cappello!
Più informazione, più cultura della prevenzione e della protezione
Come già emerso nella Fase 1, la ricerca condotta da IPSOS per Transitions Optical ha evidenziato un’attenzione abbastanza superficiale del pubblico italiano nei confronti dei problemi legati alla vista, una inadeguata adozione di misure per proteggerla e, ancora di più, una endemica carenza di informazioni e di “cultura del benessere visivo”. Questo suona come un invito pressante all’industria, alle associazioni del settore e ai professionisti della vista - oculisti e ottici/optometristi prima di tutti – a rafforzare l’impegno verso una maggiore informazione, sensibilizzazione ed educazione del pubblico su temi così cruciali per la vita di tutti.

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