La performance visiva nell’attività sportiva 13/14
La performance visiva nell’attività sportiva 13/14
L’ultimo gruppo è quello dei fattori legati alle richieste del gioco che condizionano il tipo di abilità motoria da attivare:
-la durata della competizione e la presenza di pause variano molto tra sport e sport e ovviamente determinano quanto a lungo l’atleta deve mantenere la performance visiva;
-lo stress cognitivo o fisico a cui è sottoposto l’atleta può influire sulla prestazione. Lo stress, infatti, aumentando l’attivazione di un individuo, può agire anche sull’informazione visiva in entrata, ad esempio intensificando il restringimento percettivo. Queste evidenze hanno portato gli esperti della vision care nello sport a valutare le abilità visive sotto stress in maniera tale da giudicare la performance visiva in condizioni di maggiore attivazione;
-il livello di prevedibilità e stabilità dell’ambiente nel quale viene eseguito lo sport condiziona l’abilità motoria richiesta (Schmidt e Wrisberg, 2006) e quindi le abilità visive più rilevanti. Uno scambio nel tennis, difendere durante un contro piede nel calcio sono due esempi in cui è richiesta un’abilità aperta (open skill), perché le possibili “mosse” dell’avversario sono imprevedibili. I 100 metri di atletica, i 100 metri stile nel nuoto, un tuffo dalla piattaforma o un esercizio di ginnastica artistica alle parallele, sono tutte condizioni in cui l’ambiente è stabile e prevedibile e l’abilità richiesta è chiusa (closed skill). Abilità aperte richiedono maggiori capacità di adattamenti improvvisi, quindi abilità visive dinamiche e una rapida elaborazione dell’informazione.
A cura di Fabrizio Zeri, fonte: P.O. Professional Optometry, Agosto 2008