Integratori per il film lacrimale 2/3
Gli occhi secchi presentano ampie aberrazioni ottiche rispetto agli occhi sani, e questa è la possibile causa di visione annebbiata che è spesso una sintomatologia ad essi collegata.
Da ciò l’importanza per l’optometrista dell’attività consiliare nei confronti degli “integratori lacrimali” in quanto ausili che riducono le aberrazioni e, perciò migliorano la qualità ottica della Visione dei Clienti.
Altri dati possono far riflettere gli optometristi: la percentuale di occhio secco è molto più elevata tra i portatori di lenti a contatto (64%) ma è anche molto presente tra quelli che utilizzano solo occhiali (39%) e tra quelli che non hanno bisogno di correzione visiva (28%), secondo quello che è stato affermato dalla Gallup Survey of Dry Eye Sufferers nel 2005. Se si considera l’attività di un singolo punto vendita, ipotizzando una media di Clienti visti pari a 12 al giorno, (secondo i dati dell’ American Optometric Association’s 2006 Caring for the Eyes of America:Profilo della professione di Optometrista), l’ottico/optometrista potrebbe identificare almeno 2 clienti con secchezza oculare ogni giorno.
Con il progredire della conoscenza della potenziale pato-fisiologia dell’occhio secco e dei disagi della superficie oculare ad esso collegate, sono emersi nuovi prodotti molto interessanti per gestire e trattare il problema. Parliamo in particolare, ovviamente, degli integratori per il film lacrimale di Optox.
Il razionale alla base dei sostituti lacrimali è piuttosto datato e semplice: aggiungere liquido alla superficie oculare per aumentare l’umidificazione e lavar via i possibili detriti accumulati. Sfortunatamente, i primi prodotti erano poco più che soluzioni saline, e, perciò, offrivano una durata d’azione molto limitata e richiedevano instillazioni frequenti. Inoltre, il conservante utilizzato per aumentare il tempo di conservazione, di solito il cloruro di benzalconio, causava cito-tossicità alla superficie oculare con l’utilizzo cronico.
Al contrario, idealmente , un sostituto lacrimale non dovrebbe solo fornire umidificazione ai tessuti oculari e lavar via gli antigeni dalla superficie; dovrebbe anche rimanere a lungo sulla superficie e dovrebbe diminuire e anche sovvertire le modificazioni patologiche indotte dall’essiccamento, riportando la superficie oculare all’omeostasi.
Tratto da P.O. Professional Optometry, Agosto 2008