Le foto che anche i ciechi possono vedere.
Le foto che anche i ciechi possono vedere consistono, in sostanza, nella trasposizione in rilievo delle immagini più significative del Museo, le più adatte a illustrare il percorso storico della fotografia, dal dagherrotipo a oggi. “Tre dimensioni indispensabili - ha ricordato Monti - giacché noi ciechi, come noto, vediamo attraverso il tatto, interpretando i rilievi con le mani e ricostruendo le immagini nella mente. Per esplorare e conoscere, la mano segue però alcune regole precise che consentono la comprensione. Queste foto in rilievo hanno, al di là della freschezza evocatrice, anche una loro rigorosa ed efficace scientificità”.
I test su numerosi non vedenti hanno intanto fornito risposte molto positive e non di rado toccanti. “Il pregio di questa iniziativa - ha aggiunto Salvatori - sta del resto nell’aver messo a frutto il know how e l’esperienza ormai accreditata della stamperia - circa lo specifico linguaggio del tatto e circa le particolari sensibilità di quanti sono privi della vista - con l’obiettivo di comunicare ai non vedenti non solo il soggetto delle foto, ma anche le sensazioni che esse trasmettono a chi può guardarle con i propri occhi”.
Per leggere l’articolo nella sua forma integrale: (Salute Eurpo del 12/10/2006) http://www.saluteeuropa.it/news/2006/10/1012005.htm
















