Lavorare al pc determina un peggioramento della vista?

Lavorare al video terminale peggiora la vista?Una domanda che viene posta spesso al medico del lavoro. La risposta è semplice e netta: no!

La miopia, la presbiopia, l’astigmatismo non peggiorano lavorando tante ore al pc. Questo non significa che lavorare davanti ad una postazione video non determini qualche disturbo oculo-visivo. I disturbi che compaiono sono secchezza, senso di “sabbia negli occhi”, lacrimazione, senso di peso  agli occhi, visione sdoppiata, visione offuscata, cefalea frontale, frequente ammiccamento (sbattere le palpebre), ecc…….tutti disturbi aspecifici ma che a fine giornata possono essere molto fastidiosi. Consoliamoci in quanto essi, con un adeguato riposo, scompaiono: infatti sono reversibili.  I disturbi sono causati da una serie di fattori che possono essere concomitanti quali: scelta di arredi inadeguati, abbagliamenti e riflessi sul monitor derivanti da luce artificiale o naturale non schermata, erroneo orientamento del monitor rispetto alla finestra, eccesso o carenza di illuminazione, scadenti condizioni microclimatiche: aria troppo secca, scarsi ricambi d’aria, fumo di sigaretta, mobili nuovi nell’ufficio che rilasciano sostanze irritanti, presenza di fotocopiatrici in funzione nell’ambiente di lavoro, sovraffollamento, vizi di refrazione non o mal corretti. Ma soprattutto la visione ravvicinata e protratta.

Anche in ottimali condizioni dell’ambiente e della postazione se un lavoratore trascorre molte ore davanti al pc inevitabilmente andrà incontro a tutti o parte di quei disturbi generici che vanno sotto il termine di “astenopia”, stanchezza visiva.  Ricordiamo che la normativa italiana prevede che vengano sottoposti a visite periodiche di idoneità mirate soprattutto a problemi osteoarticolari e oculo-visivi coloro i quali lavorano al computer per un tempo superiore alle 20 ore complessive settimanali (4 ore medie al giorno): in questi casi quindi il datore di lavoro è obbligato a nominare un medico del lavoro che attiverà la sorveglianza sanitaria (visite periodiche), la formazione, ecc.

Fonte: Super Eva del 1 ottobre 2006 a cura di Cristiano Ravalli.

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