Dopo che ciascun occhio è stato corretto separatamente, spesso si trova che il visus rimane inalterato anche aggiungendo binocularmente due lenti lievemente positive. La quantità di potenza aggiunta senza peggiorare il visus è uguale a quella dell’accomodazione che si riesce a far rilassare. Ciò può essere possibile solo per una + 0,25 D, ma usualmente [...]
Nella misura dell’ipermetropia abbiamo detto che ad un certo momento, continuando ad aumentare la potenza delle lenti usate, se ne trovava una che faceva peggiorare la visione e, quindi, si usava quella appena più debole di quella che iniziava a dare sfuocamento della visione. Col sistema dello sfuocamento si opera così: se la massima potenza [...]
L’ipermetropia si determina obiettivamente con la schiascopia e subiettivamente usando lenti positive. Se nell’occhio si è individuata un’ipermetropia, si aumenta la potenza della lente positiva di prova sino a che il visus inizia a peggiorare; la lente precedente a quella che peggiora il visus ci dà la misura dell’ipermetropia manifesta. Questa lente è anche la [...]
Se per distanza il visus è normale e una debole lente positiva (0,75 D) posta davanti all’occhio alla distanza che si usa nel portare gli occhiali fa vedere più annebbiato, si può pensare che l’occhio sia emmetrope. Se invece il visus rimane quello che si aveva quando la lente non c’era, si può pensare che [...]
Nell’ipermetropia assoluta la visione è scarsa, ma di regola non dolorosa. Il difetto visivo è accettato come una condizione naturale e la visione degli oggetti vicini, tipo la lettura di pagine scritte, è ottenuta tenendo lo scritto molto vicino agli occhi così da assicurare un’immagine retinica molto grande anche se confusa. Il fatto di leggere [...]
Nell’ipermetropia lieve il giovane può fare facilmente uno sforzo accomodativo equivalente; molto spesso, si riscontra un visus maggiore nell’ipermetropia lieve anziché nell’emmetropia. Nell’ipermetropia di grado elevato l’azione accomodativa è tale che, se si escludono i bambini che possiedono un alto grado di accomodazione, difficilmente si potrà ottenere una compensazione dell’ametropia; si avrà invece una discreta [...]
Se l’accomodazione è rilassata, un fascio di raggi paralleli (che hanno come asse quello ottico dell’occhio) entrando nell’occhio andrà a fuoco ad una distanza che si trova oltre la retina; perciò su quest’ultima si formerà un disco di confusione anziché il punto focale. Raggi divergenti che provengono da oggetti vicini all’occhio, produrranno una sfuocatura ancora [...]
Nell’ipermetropia assiale, l’occhio è più corto che nell’emmetropia; approssimativamente ogni 3,00 D di diametro comportano 1 mm di accorciamento; se la potenza rifrattiva dell’occhio ipermetrope è considerata come quella dell’occhio emmetrope, la posizione del punto nodale, con accomodazione rilassata, è la stessa nei due occhi e possiamo considerare che l’accorciamento del bulbo avvenga nel [...]
Per calcolare l’ampiezza accomodativa è sufficiente fare la differenza tra il punto prossimo e il punto remoto. Parte della differenza tra questi due punti è dovuta alla profondità di campo dell’occhio e allo sfruttamento opportuno delle sue aberrarazioni assiali quella sferica e maggiormente quella cromatica. Nell’occhio ipermetrope il punto remoto è virtuale quindi negativo, [...]
Il punto prossimo è il punto più vicino all’occhio in cui si ha la visione nitida, usando la massima accomodazione disponibile. Poiché l’ipermetrope usa una parte dell’accomodazione per la visione da lontano, ne ha poi meno a disposizione per quella da vicino; perciò, con la stessa accomodazione l’occhio ipermetrope ha il punto prossimo più lontano [...]